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Shironekolady.

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Shironekolady. ha vinto la giornata in 17 Dicembre 2011

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Su Shironekolady.

  • Grado
    Aspirante Phantomhive
  • Compleanno 02/07/1994

Informazioni su di te

  • Genere
    Femmina

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5078 visite nel profilo
  1. Ommioddio da quanto tempo... Tremate, la Shiro è tornata! :D

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    2. Lady Gloom

      Lady Gloom

      Ciao!!!^_^ Piacere di conoscerti XD

    3. whisper

      whisper

      ciao! bentornata!!! piacere di conoscerti!:D

    4. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Ciao anche a voi! :3 il piacere è mio

  2. Salve a tutti, sono tornata ma stavolta la mia storia non parla di demoni e nemmeno del magico mando di Kuroshitsuji. Spero che comunque non vi dispiaccia, perchà© inspiegabilmente, tengo molto a questa storia e spero che mi capirete. Beh, detto questo.. non posso che augurarvi buona lettura e... recensite! :3 Fog of London. «La prego di leggere le pagine di questo diario, signor Allen. La vita di mille persone è impressa con il sangue tra queste righe. Sarebbe davvero un peccato quindi, ignorare il mio consiglio. » dissi con una punta di glaciale fermezza nella voce. Il signor Jhonn Allen, posò con calcolata diffidenza lo sguardo sulle pagine consunte ed ingiallite del vecchio diario che tenevo stretto tra le mani. Fece vibrare i vaporosi baffi con un falso sorriso accondiscendente, quindi tornò a guardare me. «Ragazzo, non ho davvero tempo da perdere con storie come la sua. Sa quanti giovani disperati vengono da me ogni giorno, dichiarando di aver scritto un capolavoro? » sentenziò l'omone, puntando i suoi incredibili occhi scuri sui miei, fiammeggianti e severi. Io sospirai, muovendomi a disagio sulla rigida sedia di legno. Lo schienale, ritto e gelido, al solo contatto mi fece rabbrividire: ma se per la tensione o per il nervosismo accumulato durante quell'incontro, non so spiegare. «Ma perchà© non fare uno sforzo e verificare se sia vero o meno quante ha appena detto?» insistetti, con l'orgoglio ferito tipico dei giovani. Jhonn Allen si sistemò meglio sulla poltrona dietro la scrivania, ingombra di ogni genere di cartacce e fotografie. Continuò a fissarmi con quello sguardo di acciaio e non disse un parola nè mosse un arto per parecchio tempo, tanto che credetti - per una frazione millesima di secondo - che mi avrebbe cacciato via del suo studio a sonore pedate. Deglutii, nell'attesa che l'uomo si decidesse a rispondermi e accarezzai distrattamente il diario, rilegato in pelle e vecchio almeno di una decina d'anni. «Qualcosa mi dice che non si arrenderà facilmente, signor Scott, non è così?» constatò dopo quelle che mi parvero delle ore. Sotto i folti baffi, potevo scorgere un accenno di sorriso e gli occhi dell'editore brillavano di malizia. Con gesti serafici estrasse da una scatola d'oro un pregiato sigaro cubano, quindi, dopo averlo annusato e aver sospirato soddisfatto, lo portò alla bocca e lo accesse, tirando poi una profonda boccata a pieni polmoni. «Mi ricorda tanto il mio caro nipote. Ha la sua stessa intelligenza e ostinazione, difficilmente si arrende al primo colpo.. se non mai.» sorrise ancora e mi squadrò attraverso il denso fumo del sigaro. Sorrisi anch'io e annuii con rinnovato vigore, avvertendo la bocca asciutta e la gola riarsa per l'ansia. «Se non per me, lo faccia almeno per il nipote di cui ne decanta tanto le lodi.» risposi, con un accenno di ironia nella voce. L'omaccione rise di gusto, tanto da far tremare le pareti e far vibrare i fogli sparsi sulla scrivania. Mi lasciai scappare un sorrisetto compiaciuto, quindi gli porsi il diario con una nota di supplica nello sguardo. Lui lo prese tra le mani e lo soppesò con aria critica, inarcando le sopracciglia e aggrottando la fronte; il sigaro che languiva tra le sue labbra. «E sia. Mi dia una notte di tempo, domani mattina avrà la sua risposta.» acconsentì il signor Allen, accarezzandone la copertina ruvida e consumata dalle tanti mani che l'avevano sfiorata. «Grazie, grazie davvero! Non se ne pentirà , glielo assicuro!» mi alzai di scatto dalla sedia e chinai il capo ripetutamente, mentre l'uomo mi osservava divertito e - oserei aggiungere - addirittura intenerito. «Aspetti a cantar vittoria, non è ancora detta l'ultima parola.» rispose l'uomo, lanciandomi un'occhiata penetrante, di quelle che riescono a stordire tale la potenza. Mi parve che mi stesse studiando e mi domandai il perchà© di tanta curiosità nei miei confronti. «Se posso chiederlo.. » mormorò ad un tratto, continuando ad osservarmi in quel modo così intenso da farmi credere che mi stesse scandagliando l'anima. «Perchà© è così interessato alla sorte di questo diario, se non è nemmeno una sua opera, signor Scott?» proseguì quasi con scetticismo, mentre io, ammaliato dalla danza che compiva il fumo del suo sigaro, ne osservavo la cenere cadere con grazia e leggerezza sul pavimento immacolato. Mi riscossi solo quando mi giunse la eco della sua voce burbera come da un posto lontano e mi ritrovai a guardarlo con sguardo vacuo. «Perchà©, mi chiede?» mormorai, mettendomi subito sulle difensive. Non era una storia che amavo raccontare, nè come avessi trovato il diario nè a chi fosse appartenuto. «Le racconterò tutto solo quando deciderà di pubblicare il diario.» conclusi nell'ultimo, disperato, tentativo. Il signor Allen inclinò il capo da un lato, lasciandosi scappare una risatina appena accennata. «I giovani di oggi!» scosse la testa estremamente divertito, quindi mi strizzò l'occhio con fare complice. «A domani, ragazzo mio.» inspirò una boccata dal sigaro - ormai quasi del tutto consumato - e mi sorrise un'ultima volta, mentre una signorina dal modi gentili mi portava fuori dallo studio con il cuore gonfio di speranze. «Deve averle fatto una buona impressione, sa?» la ragazza sorrise e io mi riscossi, notando quanto fosse graziosa e cordiale. Le piccole efelidi che le macchiavano le guancie ed il naso, e i capelli raccolti in una morbida treccia, le davano un aspetto da eterna bambina che non stonava affatto con la luce che aveva nello sguardo smeraldino. Mi parve di avere un miraggio e mi stupii di non averla notata poche ore prima. «Già , dev'essere così..» risposi vago, mentre non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Temetti di aver avuto un comportamento poco educato e infatti, subito dopo, distolsi lo sguardo e arrossii lievemente. Lei ridacchiò, portandosi una mano alle labbra rosee e ben fatte. «Le auguro buona fortuna, le servirà comunque.» si congedò quasi subito, senza neanche darmi il tempo di chiederle come si chiamasse. Restai lì, impalato e incapace di proferir parola, osservandola allontanarsi con il cuore in gola e la sensazione di essere irrimediabilmente fottuto. Quando tornai a casa, era ormai scesa la sera sulle strade fumose e spesse di nebbia della misteriosa Londra della mia infanzia. Il respiro si condensava in piccole nuvolette candide davanti al mio viso ed il freddo e l'umidità dell'imminente inverno penetravano fin dentro le ossa. Una leggera pioggerella aveva cominciato a cadere silenziosa e le strade erano deserte, ricoperte dall'opprimente silenzio che precede la stanchezza e le fatiche del giorno. Il palazzo in stile vittoriano era quasi più lugubre dell'atmosfera che aleggiava tutt'intorno a me e, alzando lo sguardo, potei scorgere una fiammella spandere la sua luce fioca nell'appartamento al primo piano che era ormai diventato il mio rifugio. Salii le scale con la fretta e la voracità di un lupo affamato, quindi infilai le chiavi nella toppa ed entrai in casa, annunciato dall'onnipresente cigolio della porta. Mia madre, una donna che - attraverso i delicati tratti del viso- un tempo denunciava una grande bellezza, avanzava verso di me con un cipiglio preoccupato, coperta da un vecchio scialle e con i capelli in disordine. «Dean! Per l'amor di Dio, ma dove sei stato tutto il giorno? Persino la vecchia signora Dickens non sapeva dove fossi finito!» esalò mia madre a fior di labbra, mentre tremante mi prendeva il viso tra le mani e lo accarezzava con la dolcezza tipica che avevo imparato a riconoscere. Le sorrisi rassicurante, prendendo le sue mani tra le mie. «Tranquilla mamma, sono grande e vaccinato, so benissimo quello che faccio.. non ho bisogno del consenso di un genitore per girare tra le strade di Londra.» risposi, dandole un delicato bacio sulla fronte segnata da leggere rughe di dolore. Lei sospirò e mi guardò con apprensione; dimenticava spesso che il suo Dean non era più un bambino. «La cena si è ormai raffreddata.» mi disse con un po' di risentimento nella voce, allontanandosi giusto per potermi togliere il cappotto umido e appenderlo ad un gancio alla parete spoglia e malinconica di quell'appartamento che trasudava povertà da tutti i pori. «Grazie mamma.» risposi con un debole cenno del capo. Non avevo fame, ma non volevo scontentarla, quindi mi diressi senza tante storie in cucina e cominciai a mangiare con finto entusiasmo. Mia madre mi osservava da un angolo della stanza, sprofondata nella penombra e con quella tristezza nello sguardo con cui avevo ormai imparato a convinvere da anni. Non parlò per molto tempo ed io finsi una spensieratezza che non avevo, sospirando soddisfatto alla fine del misero pasto. Avevamo sempre vissuto in povertà , ma quando c'era lui le cose erano diverse. Non dimenticherò mai il dolore che straziò mia madre quel giorno nè il velo di profonda tristezza che da allora le era calato sullo sguardo, un tempo limpido. «Sei andato a trovarlo?» mormorò con voce roca, quasi trattenesse a stento le lacrime, ed io mi bloccai nell'atto di stiracchiarmi. Con tutta la calma e la lentezza che riuscii a padroneggiare, scossi il capo ed evitai di guardarla. «Una parte di te sarà sempre arrabbiata con me, non è così?» continuò, mentre gli occhi le diventano lucidi e le mani tremanti, raccoglievano una ciocca di capelli - striata di grigio - e la portavano dietro l'orecchio. Mi alzai nervosamente dal tavolo, facendo traballare pericolosamente la sedia. Strinsi i pugni e abbassai lo sguardo, stringendo forte la mascella per contenere la marea di emozioni che mi attanagliavano le viscere. «Sono stanco mamma, vado a dormire.» esordii alcuni istanti dopo, dirigendomi velocemente verso la mia camera. Al sicuro tra quelle mura, mi lasciai cadere sul pavimento e rimasi immerso nel buio, completamente svuotato da ogni forza. La vita, non era stata per nulla generosa con me, così come per mio padre.
  3. «Che ci fa tante ore nel suo studio se non dipinge più?» Marina mi prese il polso per sentire le pulsazioni. «Perché è un artista» disse. «Gli artisti vivono nel passato o nel futuro; mai nel presente. Germàn vive di ricordi. E' tutto quello che ha.» «Ha te.» «Io sono il più importante dei suoi ricordi.» disse fissandomi negli occhi.

    1. lizzy

      lizzy

      che libro è??

    2. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Si chiama "Marina" di : Carlos Ruiz Zafòn :3

  4. «Qualcuno ha detto che nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o meno una persona, hai già la risposta.» affermai. Bea cercò una traccia d'ironia sul mio volto. «Chi l'ha detto?» «Un certo Juliàn Carax.» «E' un tuo amico?» «Più o meno» risposi, non senza un certo stupore. «Me lo devi presentare.» «Questa sera, se vuoi.» [♥]

    1. Shieru

      Shieru

      La Shiro è poetica oWo

    2. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Non è una mia frase xD Presa in prestito da "L'ombra del vento" :3

  5. La Shiro vuole scrivere un'altra storia! °^°

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    2. CHOCOLATE_Kiss
    3. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Ahahahah salve ragazzuole belle!

      Ci devo ancora pensare su, per il momento è solo un abbozzo di idea ;)

    4. DebyL

      DebyL

      e fai bene! XD

       

  6. L'Italia sta continuando ad affondare, al momento siamo un po' come la Concordia, solo che c'è mare mosso. Voglio andare via da questa gabbia di matti, quanto ancora devo aspettare?

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    2. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Eheheh, impossibile non trovarsi bene in mezzo a tutti questi matti! xD

    3. Lost Tsukiko

      Lost Tsukiko

      Tra matti ci si intende alla perfezione ^_^

    4. Undertaker

      Undertaker

      Yay!! Anche io voglio scappre!!! In tutti i posti tranne che negli Stati Uniti he hanno fatto saltare in aria due città giapponesi ammazzando una marea di gente! u.u

  7. NO, MI RIFIUTO DI ANDARE A SCUOLA DOMANI.

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    2. CHOCOLATE_Kiss

      CHOCOLATE_Kiss

      ahahah invece la mia compagna di banco è come me...quindi!

    3. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Scuole chiuse, il sindaco di Cervia un un po' di testa! u__u

      Cooomunque, io vado alle superiori.. ma prendo voti alti comunque. '-'

    4. CHOCOLATE_Kiss

      CHOCOLATE_Kiss

      anche sa me scuole chiuse domani! aha

  8. LA SHIRO STA SCLERANDOOO! *noianoianoianoianoia* DATEMI UN PO' DI ISPIRAZIONE! °A°

    1. DebyL

      DebyL

      siamo nella stessa situazione...

  9. E non poteva mancare nemmeno la Shiro, che ti da il benvenuto in questo forum. (?) U__u sicuramente ti troverai benissimo e bla bla bla x'D sono stufa di ripetere sempre le stesse cose! Detto questo, ti porgo i saluti anche da parte del mio adorato Crodino. *è pazza, non dategli retta*
  10. " Sai, io mi intendo molto di vino. *mormorò, conscia del fatto che quanto aveva detto non centrava nulla con la loro conversazione.* E devo dire che tu sei molto più di quanto dai a vedere. Come un buon vino ad esempio. Se ne guardi solo il colore, cosa puoi dedurre in fondo? Ben poco a mio parere. Solo dopo averne assaporato l'aroma ed essersi bagnate le labbra, si può intuire che tipo di vino sia e fare delle supposizioni. Tuttavia, è impossibile conoscere a fondo un vino se non si...

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    2. ┼Black.Angel┼
    3. _Sebastian Michaelis_

      _Sebastian Michaelis_

      bhe non si direbbe dalle tue frasi, e direi che sei anche una persona profonda, che guarda oltre le apparenze, proprio come detto dalla tua frase ^^

    4. Shironekolady.

      Shironekolady.

      Ci provo, cara! ma non sono sicura del risultato ;)

  11. «Dovrebbe pubblicare guide turistiche invece di testi religiosi» suggerii. «Praticamente sono la stessa cosa.» [ ♥ - Il gioco dell'angelo - ; la Shiro adora i discorsi cinici e fin troppo complicati tra Corelli e David. ]

  12. E finalmente " Il gioco dell'angelo" è nelle mia mani. *A* *la Shiro si fionda a leggerlo*

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    2. Shironekolady.

      Shironekolady.

      AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH XD

    3. DebyL

      DebyL

      oddio mio! donna coraggio!!! O.O

    4. Yume

      Yume

      U__U spero solo che ne valga la pena, sennò mi trasformo in Hulk!!

       

  13. ma perché vuoi essere stuprato da me poi!? xD" " E' un mio sogno oramai, una questione di principio e motivo per andare avanti nella vita (?) " La Shiro e i suoi discorsi nonsense con Elle :'D

    1. _Lady Phantomhive_

      _Lady Phantomhive_

      XDD Shiro, ma che relazione hai con Elle? *le punta la lampada dritta in faccia* Non vorrai tradire il tuo Crodino! *W* *ci pensa-arriva alla conclusione che è meglio Elle* =D

    2. Shironekolady.

      Shironekolady.

      *rimane accecata dalla luce della lampada* °-° ...con Elle? non saprei, lui si eccita al solo pensiero di me che lo stupro.

  14. Ragazze su, tutte amano i tacchi a spillo, non vedo perchà© Sebas-chan dovrebbe fare la differenza. v.v ehehehe
  15. La Shiro ti da calorosamente il benvenuto in questa gabbia di matti. u.u E non sto scherzando :'D comunque sia, piacere di conoscerti, ti troverai sicuramente bene ^^
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