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    • Fra-Chan

      Buon venerdì 17!!! XD


      · 0 risposte
    • Kitsune

      Ecco a te @Saperlipopette!
       
      Un rantolo ed un colpo di tosse strozzato risuonarono nella saletta illuminata da luci soffuse. Ciel rimasto solo nella stanza, venne attratto dal leggero filo di fumo che usciva dalla pipa accesa appoggiata sul tavolino e incapace di resistere la afferrò con sguardo circospetto, come un bimbo che non visto afferra qualcosa di proibito. Non era di certo avvezzo a quel tipo di svago; con fare inesperto cercò di inalare maldestramente una boccata di quel fumo perlaceo che si snodava nell'aria come un drago sinuoso che usciva pigro dalla tana. Il risultato fu un ridicolo attacco di tosse che non passò inosservato al demone.
      Sebastian era nascosto nell'ombra dietro la tenda di perline che dava maggiore intimità all'ambiente e non poté fare a meno di sorridere davanti al goffo tentativo di fumare del suo padrone.
      «Non fa bene assumere certe sostanze alla vostra età, bocchan» disse il maggiordomo avvicinandosi al divanetto di velluto scuro con una camminata elegante e ipnotica.
      Il Conte si irrigidì sorpreso di essere stato colto sul fatto. «Tanto non vivrò molto a lungo comunque» disse con un'alzata di spalle. «Quello si è preso tutto ciò che io ho costruito, ciò per cui io ho faticato. Perciò ora che sono di nuovo il fratello minore, finché rimarrò qui ho intenzione di divertirmi.»
      «Molto bene, signorino. Allora permettetemi...» Il diavolo si accomodò sul divanetto e con garbo tolse la pipa dalle mani del ragazzo avvicinandosela alle labbra. Quelle labbra umide, piene e rosee si strinsero attorno al bocchino e il fumo paradisiaco venne inalato a pieni polmoni.
      «Tanto a te quella roba neanche fa effetto» disse Ciel incrociando le braccia al petto spazientito dall'essere stato privato del suo giocattolo.
      Mentre parlava Sebastian allungò la sua mano ricoperta da un guanto nero per prendere con delicatezza il mento del più giovane facendogli alzare leggermente il viso.
      «Cosa stai...?»
      Il demone aumentò la pressione delle dita in modo da zittire il padrone ed obbligarlo a socchiudere leggermente la bocca, poi avvicinò il suo viso illuminato da quello sguardo magnetico dalle iridi di un rosso profondo e avvicinò le labbra a quelle del ragazzo in modo che potessero quasi sfiorarsi. Solo allora Sebastian rilasciò il fumo che aveva trattenuto, che rotolando in morbide volute si insinuò nella bocca di Ciel. Stavolta il Conte non tossì e rimase quasi paralizzato, incantato dalla vicinanza del suo servitore; era così vicino che poteva vedere nel dettaglio tutto il suo splendore e poteva percepire il profumo muschiato della sua pelle, così maschile ed invitante. Quelle labbra così ravvicinate erano una dolce tentazione, un frutto peccaminoso che avrebbe voluto assaggiare. Si chiese se la droga stesse già facendo effetto perché tutto ad un tratto si sentì rilassato ed eccitato al tempo stesso. Quando il demone si allontanò con un ghigno soddisfatto dipinto sul volto, Ciel provò un senso di vuoto, come se il suo corpo desiderasse ancora quella vicinanza e non potesse farne a meno.
      «Così va meglio, my lord? Dovevate chiedere subito a me se volevate sperimentare gli effetti dell'oppio.»
      Sebastian si adagiò languidamente sui cuscini e per il ragazzo quella fu una visione divina.
      «Se ne volete ancora, se volete sperimentare altri piaceri che questo posto nascosto può offrire, non avete che da sdraiarvi qui accanto a me.»
      La mente di Ciel era annebbiata, i pensieri ovattati, il sentirsi attratto dal suo maggiordomo lo mandava ancora più in confusione, però come poteva non accettare quell'invito avendo davanti agli occhi quella visione celestiale? La mano tesa che gli veniva offerta era come il richiamo della sirena.
      Il diavolo era ammantato in quella nebbia grigiastra e surreale che faceva risaltare maggiormente le sue orbite color del vino rosso controluce, il corpo flessuoso abbandonato lascivamente sui morbidi cuscini era fasciato di seta nera ricamata, i capelli lisci, neri come ala di corvo gli ricadevano in ciocche ribelli ai lati del volto che sembrava scolpito nel marmo, tra le labbra voluttuose era ancora intrappolata la pipa. Quella figura era talmente sensuale da risultare irresistibile e non poté fare a meno di afferrare quella mano per godersi un'altra boccata.
      «Bocchan, non c'è nulla al mondo che desideri più di voi...» A Ciel quella voce gocciolante miele e veleno sembrò venire da molto lontano, come se appartenesse ad un sogno, mentre lentamente cadeva nell'oblio tra le braccia possessive del suo demone.
       

      · 3 risposte
    • Fra-Chan

      Stasera non avevo nulla da fare..... così ho giocato con Akinator!! ^W^ (???????)

      · 0 risposte
    • Saperlipopette  »  Kitsune

      Tieni Senpai, in caso più tardi non riuscissi a prender sonno più tardi, ti mando questa......così stai sveglia meglio ancora....

      · 19 risposte
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